Volunia: fallimento annunciato?

Ieri Massimo Marchiori, ricercatore padovano autore di HyperSearch, uno degli algoritmi utilizzati da Google, ha lanciato la sua sfida al mondo dei motori di ricerca con l’obiettivo di apportare importanti innovazioni. Il nome del progetto è Volunia.

Il nuovo motore di ricerca è stato presentato come una vera e propria rivoluzione nel modo di accedere alle informazioni sul web. Un performante motore di ricerca e una spiccata componente sociale. Per una disamina funzionale vi invito a leggere il post di Luca Conti mentre per una prova sul campo, mi allineo completamente a questo suo test su strada.

L’esigenza di un motore di ricerca social è indubbiamente presente, lo dimostrano i tentativi di Google di creare qualcosa di effettivamente utilizzabile e di integrato con l’intero web. Google plus, ma prima ancora sidewiki, Wave, Buzz ed altri, hanno cercato di creare qualcosa di innovativo, funzionante e funzionale che possa rivelarsi di massa, ma nonostante ingenti investimenti, hanno fallito o non hanno riscosso il successo pianificato.

Volunia non è nato sotto una buona stella, probabilmente per scelta del suo team di sviluppo. Mi associo alle perplessità espresse da Giuseppe Guerrasio sulla presentazione al pubblico, che è stata a dir poco “di nicchia” e sicuramente poco ponderata, in linea con le tante storture universitarie italiane. Giorno, orario, lingua e modalità non sono state delle migliori e non hanno dato il giusto risalto al progetto che, come detto, si basa sulla partecipazione attiva della community. No community – No Party. Se la community mondiale non viene informata, la festa fallisce.

Il feeling con la Home Page e il backend riportano subito la mente a Facebook (il blu appare molto simile) mentre l’interfaccia con cui viene presentato il menu ricorda molto Farmville. L’impressione è che ci siano troppi tasti inutili e poco immediati.

A prima vista il progetto Volunia, vuole quindi essere un “motore di ricerca social” come Google Search Plus Your World, che sicuramente è arrivato mentre lo sviluppo di Volunia era in corso ma quando, con l’uscita di Google Plus, il solco era ormai tracciato.

Il problema più grosso che, a mio parere, influenzerà in negativo l’esito di questo progetto, è costituito dall’esperienza di ricerca. Sembra che Volunia abbia ancora pochissima indicizzazione. Le ricerche quindi sono molto lontane dall’essere soddisfacenti.

I costi di questo progetto?  Voci parlano di due milioni di euro per realizzare Volunia, che io continuo a reputare qualcosa di effettivamente poco innovativo. Non posso fare i conti in tasca al progetto, ma credo che due milioni di euro, sono un lusso per la ricerca universitaria italiana, che probabilmente potevano essere sfruttati diversamente ed in maniera più virtuosa.

Progetti di questo calibro, una volta sviluppati e lanciati, per sopravvivere hanno necessità di un solido modello di business che li sostenga e li faccia crescere, perchè no, rosicchiando fette di mercato ai concorrenti. Quale sia il modello di business di Google e di altri motori di ricerca è stato chiaro fin dal primo giorno, mentre Volunia si è dichiarato un progetto particolarmente “corretto” dal punto di vista dell’etica e della privacy, ma questo a volte, è in contrapposizione con le logiche del business che possono indubbiamente aumentare il peso del progetto e la sua longevità.

Una piccola nota tecnica che lo staff di Volunia potrà sicuramente chiarire: analizzando il sorgente della home page si legge (click sull’immagine per allargare):

(click per allargare)

Ma il sito è fatto con WordPress ?!? Ci sono alcuni plugin installati in bella vista ?!? 

Sono un grande sostenitore di WordPress, ma questa cosa dal punto di vista tecnico, soprattutto su un portale che propone alti contenuti innovativi, mi sembra particolarmente bislacca.

Non vi resta che provare Volunia e dire la vostra! Non avete ancora ricevuto l’invito dallo staff di Volunia???

Commentate l’articolo o contattatemi lasciando la vostra mail e provvederò io a registrarvi.

aleko | 7 Febbraio 2012
  • Roberto 7 Febbraio 2012 at 20:12
    Dopo qualche problemino con la registrazione, ho dato un rapidissimo sguardo a questo "nuovo" motore di ricerca che definirei più un "Social Browser"! Mettendo un attimo da parte tutta la questione relativa alla presentazione tanto criticata (e che non posso giudicare dato che non l'ho seguita), devo dire che l'idea di base è veramente buona e innovativa. Solitamente sono le idee più semplici ad avere gran successo (vedi Facebook e Twitter) e questa, con le dovute proporzioni, è potenzialmente sulla buona strada. Ció che sicuramente mi ha più colpito, è stata la chat che permette a tutti gli utenti collegati a QUEL sito e in QUEL momento di comunicare scambiandosi idee ed opinioni. Questo permetterà, senza ombra di dubbio, di trasformare qualsiasi pagina web in una vera e propria piazza virtuale! L'idea, ripeto, mi è piaciuta tantissimo. Le note dolenti (a parte gli aspetti tecnici che ho notato essere molto criticati da molte fonti) sono, a mio parere, rappresentate dalla presenza di innumerevoli "funzioni" confusamente proposte all'utente il quale (specialmente se poco esperto) potrebbe entrare in difficoltà. Insomma, non un bel biglietto da visita. La funzione, in particolare, che meno mi ha "intrigato" è stata sicuramente quella delle mappe visuali, a mio parere di scarsa utilità (anzi rendono il quadro complessivo ancora più confuso!). Anche l'aspetto grafico non mi ha colpito particolarmente. Poco personalizzato e tinte "già viste". Avrei puntato su qualcosa di diverso per rendermi riconoscibile. In definitiva, se dovessi dare un voto, darei un 7+! L'idea di partenza ha un grande potenziale, tutto starà a svilupparla nel modo più "intelligente" per essere apprezzata dal pubblico (anche meno esperto!).
    • Aleko 7 Febbraio 2012 at 20:47
      E' vero, sono le idee più semplici ad avere quella pervasività nella massa di utenti di Internet che ti permette di diventare vincente. La chat collegata alle pagine web è un'idea non troppo innovativa. Google Sidewiki proponeva la stessa cosa ed è già fallito da tempo. L'idea del motore di ricerca social non è quindi così innovativa, e soprattutto... siamo sicuri che assolva in maniera soddisfacente ai compiti di un buon motore di ricerca? Dai primi risultati sembra di no... Staremo a vedere...
  • Vincenzo Aquilino 7 Febbraio 2012 at 22:50
    Dunque, le mie aspettative sono state confermate, volunia è un flop clamoroso. Non è un motore di ricerca mettiamolo in chiaro, un motore di ricerca da risultati pertinenti mentre volunia non fa altro che una ricerca a casaccio della parola inserita nella query all'interno di pagine web che la contengano..per intenderci è come utilizzare la funzione Trova Parola su Wordpad. Lasciando da parte il giudizio sulla grafica che mi sempra assolutamente pleonastico, definire una chat e un campo verde, che rappresenta (o almeno è quello che vorrebbe) i tag di una pagina web, una innovazione è una (permettetemi il termine) bestemmia. Si è parlato in queste ore di potenziale, ma onestamente il problema non credo sia migliorare volunia, perchè anche migliorandolo le funzioni restano quelle, e definirle inutili credo sia giusto. Perchè google ha successo? Sicuramente il motivo non è solo uno ma è comunque determinante secondo me..la pulizia, lo stile minimale che hanno fatto di google un motore di ricerca che fa l'unica cosa che ad un utente che cerca qualcosa sul web interessa: Dare Risultati del più breve e organizzato modo possibile, non con un milione di icone lampeggianti, più simili a semafori stradali, che cerca di fare tutto l'opposto.
    • Aleko 7 Febbraio 2012 at 22:55
      Mi trovi d'accordo... Chissá poi cosa ci sarà sotto al discorso "wordpress" ...
  • Roberto 8 Febbraio 2012 at 1:01
    Io penso che il potenziale ci sia. L'idea di base è semplice se non fosse che l'hanno "addobbata" con decine di icone e funzioni assolutamente superflue. Ovvio che se cerchiamo l'antagonista di Google, poi, non ha senso nemmeno parlarne. È anche vero che stando a quello che dite (e mi fido di voi data la mia ignoranza in materia) se la qualità di questo motore di ricerca non verrà mai ottimizzata, è destinato a morire nel giro di poco tempo. Considerazione personale: se Volunia fosse stato lanciato come Browser e non come motore di ricerca, forse le cose sarebbero andate diversamente...
  • Tissy 8 Febbraio 2012 at 17:24
    ciao, mi manderesti un invito? la presentazione non mi ha entusiasmato ma sono curiosa ugualmente di provarlo. L'email è quella con cui sto commentando oppure tissytech[at]tissy.it
  • Tissy 8 Febbraio 2012 at 17:24
    ovviamente grazie in anticpo :)
  • Tissy 8 Febbraio 2012 at 17:36
    Arrivato, grazie mille, ora lo provo e poi ti faccio sapere :)

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Come installare Google Camera su Android Pie – Xiaomi

di Lucia Massaro e Alessandro Pagano

In questo articolo, vi guideremo all’installazione manuale della Google Camera sugli smartphone Xiaomi aggiornati ad Android 9 Pie.

Molto spesso, le applicazioni fotocamera non ci soddisfano appieno. La tendenza di oggi è quella di rendere paesaggi e soggetti particolarmente evidenti attraverso colori saturi e fotografie con contrasto accentuato. Sarà l’epoca dei social network e dell’esasperazione dell’immagine, ma una buona foto è quella che riesce a restituire colori naturali e quanto più possibile vicini a quello che l’occhio umano percepisce.

Una app fotocamera che restituisce colori fedeli, soprattutto in condizioni di scarsa luminosità, è sicuramente la Google Camera. Gli algoritmi sviluppati da Google sono senza dubbio tra i migliori nell’elaborazione delle immagini catturate dall’ottica di uno smartphone. Questa app è ovviamente installata esclusivamente su dispositivi marchiati Google (Nexus e Pixel) e non compare su tutti gli altri dispositivi Android.

Nel caso specifico, vi mostreremo i passaggi per abilitare le Camera2Api e installare la Google Camera su i dispositivi Xiaomi con a bordo Android 9 (Pie).

IMPORTANTEla procedura descritta presenta operazioni complesse che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro device. Si consiglia l’esecuzione solo da parte di utenti che abbiano maturato una buona esperienza in ambito modding. Lo staff di alessandropagano.net non si riterrà responsabile per eventuali danni ai dispositivi. Questa procedura prevede la formattazione del telefono e la conseguente perdita di tutti i dati: si consiglia di effettuare un backup.

 

Prerequisiti

 

Prima di iniziare la procedura che ci permetterà di installare la Google Camera, è necessario verificare la presenza di alcuni prerequisiti indispensabili:

  • Verificare di aver ricevuto l’aggiornamento ad Android 9 (Pie)Impostazioni – Dispositivo – Tutte le specifiche – Versione di Android.
  • Dispositivo con Bootloader sbloccato. Per sbloccare il bootloader vi rimandiamo a questa guida.
  • Custom Recovery TWRP installata. Per installarla seguite le indicazioni presenti su questa pagina.

In questa guida vedremo come:

 

Eseguire il root

 

  1. Scaricate Magisk 
  2. Copiare il file zip nella memoria del vostro smartphone;
  3. Spegnete lo smartphone;
  4. Premete assieme Tasto Power & Volume+ per avviare nella modalità recovery TWRP;
  5. Selezionate “Install”, cercate il file Magisk nella memoria ed installatelo;

Volendo è possibile gestire i moduli installati in Magisk con
Magisk Manager. Per abilitare le Camera2Api, nella nostra guida non utilizzeremo specifici pacchetti per Magisk Manager perché ad oggi non risultano funzionanti su Android 9. Ma vi indicheremo due percorsi alternativi.

Una volta installata la Google Camera sarà possibile tornare indietro nell’operazione di root, semplicemente disinstallando Magisk attraverso Magisk Manager.

 

Abilitazione delle Camera2Api

 

Le Camera2Api sono delle librerie che Google ha introdotto con l’aggiornamento ad Android 5 Lollipop. Queste hanno abilitato vari controlli avanzati per la fotocamera, come la possibilità di scattare in RAW, modificare parametri quali ISO, esposizione, messa a fuoco e così via. Le Camera2Api sono indispensabili per il funzionamento della Google Camera.

Per effettuare l’abilitazione è possibile procedere in due modi differenti:

Metodo 1 – utilizzando ADB shell:

  • Collegare il telefono al PC attraverso il cavo usb. (Abbiamo già installato ed abilitato i driver ADB nelle fasi seguite nei prerequisiti)
  • Aprire il prompt dei comandi ADB e lanciare il seguente comando:
adb shell
su
  • Confermare l’attribuzione dei permessi di superutente sul device
  • Lanciare i seguenti comandi (ogni riga corrisponde ad un comando)
setprop persist.camera.HAL3.enabled 1
setprop persist.vendor.camera.HAL3.enabled 1
setprop persist.camera.stats.test 5
setprop persist.vendor.camera.stats.test 5
setprop persist.camera.eis.enable 1
exit
exit

Metodo 2 – modificando il file build.prop :

  • scaricare l’app BuildProp Editor B che ci permetterà di effettuare le modifiche necessarie al file build.prop ;
  • aprire l’app che aprirà automaticamente il file build.prop ;
  • inserire le seguenti righe alla fine del file:
persist.camera.stats.test=5 
persist.vendor.camera.stats.test=5
persist.camera.eis.enable=true

A questo punto le Camera2Api dovrebbero essere state abilitate. È possibile verificarlo, installando l’APP Camera2 Probe che dovrebbe restituire questa schermata (attenzione: la schermata potrebbe cambiare a seconda del dispositivo, l’importante è che alla voce “Hardware Support Level” non siano abilitate le voci “LIMITED o LEGACY”).

Installare la Google Camera

 

Al termine di queste operazioni siamo finalmente pronti a installare l’APK di Google Camera. Ne esistono diverse versioni, i porting sono davvero innumerevoli. Per districarsi nella scelta di una versione coerente con il proprio dispositivo, è possibile utilizzare i seguenti link da cui sarà possibile scaricare la versione più adatta:

  1. Google Camera HUB su XDA
  2. https://www.celsoazevedo.com/files/android/google-camera/

Se il tuo dispositivo non è presente nella lista, puoi scaricare l’APK di uno smartphone che abbia lo stesso processore del tuo Xiaomi. Nel nostro caso, non c’era disponibilità per il nostro Mi Max 3 che monta uno Snapdragon 636 e abbiamo scaricato la versione per RedMi Note 5 che ha lo stesso processore.

Ovviamente al momento dell’installazione il sistema potrebbe chiedere l’autorizzazione a installare da origini sconosciute (o diciture simili). In questo caso, è necessario autorizzare l’installazione.

Ora potete sfruttare anche voi tutte le funzionalità della Google Camera.

Qui un esempio di foto scattate da Mi Max 3 con fotocamera di default o con la Google Camera.


Fotocamera MIUI 10

Google Camera
Risolvere il problema notifiche su dispositivi Xiaomi con Miui8

Dopo l’acquisto dello Xiaomi Mi Max 2 ho provveduto ad effettuare le prime configurazioni ed ottimizzazioni per un uso più “occidentale” del terminale. In questa guida vedremo come abilitare le notifiche delle nostre applicazioni preferite in modo che possano ignorare le strette policy di controllo ed ottimizzazione batteria/memoria della Miui8.

Xiaomi China Stable – Come installare le Google Apps su MIUI8 e Android 7 Nougat

Stamattina è arrivato finalmente il tanto atteso Xiaomi Mi max 2 (scheda tecnica qui) e, dopo la consueta febbre da unboxing, mi sono cimentato nelle solite impostazioni/ripristino account e applicazioni. Operazione che grazie a MiCloud, il servizio di Xiaomi che permette di salvare tutte le app e le impostazioni, diventa ancora più semplice e veloce. Il telefono in questione ha a bordo l’ultima Rom China Stable con MIUI8 e Android 7.1.1

Nel caso di specie, l’ultimo backup era stato fatto sul mio precedente Mi Max e quindi credevo filasse tutto liscio. Non avevo considerato che la versione di Android è passata dalla 6 alla 7. Dopo il trasferimento dei dati, quindi, ho constatato con rammarico che le applicazioni Google (in primis il Play Store) erano inutilizzabile. Al tentativo di creare un account la schermata google recita un messaggio in loop “Checking info…” Ho provato allora a disinstallare e reinstallare tutte le applicazioni google, sia tramite APK, sia tramite lo store cinese. Dopo ore ed ore di tentativi mi sono imbattuto in un ottimo post sul forum ufficiale MIUI che ha risolto il problema e mi ha permesso di installare e soprattutto far funzionare, tutte le app ed i servizi Google.

Non mi resta quindi che entrare nel merito della guida.

Step1 – Eseguire il download di questo archivio di Backup ed estrarlo all’interno nella cartella

/Internal Shared Storage/MIUI/backup/

all’interno di questa cartella, quindi, dovrà esserci una ulteriore cartella con “AllBackup”. Rispettare questo albero delle directory in questa fase è molto importante per permettere al sistema di ripristinare correttamente il backup.

 

Step2 – Eseguire il restore entrando nel menu e seguendo i seguenti tap:

Settings > Additional Settings > Backup and Reset > Local Backups > Mar24, 8:05PM (161MB, 12 app data files) > Restore

 

Step3 – Abilitare i permessi. Entrare nell’applicazione “Security” e cliccare su Permissions“. Abilitare l’autostart e tutti i permessi per le applicazioni appena installate. Al termine, riavviare il dispositivo.

Step 4 – Lanciare Google Play Store. Tutto dovrebbe avviarsi senza problemi. (Qualcuno ha segnalato un crash al primo avvio che è possibile bypassare semplicemente cliccando su “continua”). Aggiungete ora il vostro account!

Spero che questa guida possa esservi stata utile per i vostri dispositivi Xiaomi con Rom China Stable.

Recensione Huawei P8

Vediamo oggi come si comporta il Huawei P8 che ho avuto la possibilità di testare per un mese, grazie ad un contest organizzato da Huawei. Cercherò di riassumere la mia esperienza d’uso attribuendo dei voti alle relative categorie.

International Open Data Day – Bari 2014

Il 22 febbraio 2014 dalle ore 10 alle ore 18 si terrà l’International Open Data Day presso il padiglione dei Cineporti di Puglia – c/o Fiera del Levante. Come per il 2013 Bari ospiterà l’edizione locale di questa giornata in cui, a livello internazionale, le comunità di persone che si occupano di Open Data si radunano a livello locale per presentare i propri progetti, parlare delle iniziative già svolte, programmare quelle future. Obiettivo non secondario è quello di proporre la cultura dei dati aperti ad un nuovo pubblico.

Salviamo un progetto: Tuxfeed

Tuxfeed.it è stato per anni un punto di riferimento per tutti gli appassionati del sistema operativo Open Source più famoso del mondo: Linux.
Per anni Tuxfeed.it, progetto completamente gratuito, basato sugli sforzi di (pochi) utenti volontari, ha aggregato diverse centinaia di fonti, sempre aggiornate, per rendere aggiornati a più di 5.000 di visitatori ogni giorno.

AndroidPIT: Fill up your Mobile.

Vorrei segnalare una iniziativa lodevole riguardo il mondo Android: il portale AndroidPIT.

AndroidPIT può divenire in breve tempo un punto di riferimento per quanto riguarda il mondo Android, in quanto permette agli utenti di accedere agevolmente a news sempre aggiornate.
La specialità di questo portale sono le applicazioni: cuore pulsante di ogni dispositivo mobile. Di seguito una breve recensione.

Volunia: fallimento annunciato?

Ieri Massimo Marchiori, ricercatore padovano autore di HyperSearch, uno degli algoritmi utilizzati da Google, ha lanciato la sua sfida al mondo dei motori di ricerca con l’obiettivo di apportare importanti innovazioni. Il nome del progetto è Volunia.

Installing YamiPod on Linux: a multi-platform, very versatile iPod Manager

YamiPod is a freeware application to efficiently manage your iPod on Linux. It can be run directly from your iPod and needs no installation. It also has extra features such as rss news and podcast support, remove duplicates, easy notes editor (with multipage support), songs synchronization, playlists export, a built in music player and much more. It has been translated in 12 languages.

Ace Manager Recruiting Game

Nel mondo dei social network e del lifestream totale su internet, non potevano mancare dei metodi alternativi di recruitment da parte delle aziende con alto tasso di informatizzazione e propense a politiche di buzz marketing. Oggi voglio sottoporre all’attenzione dei miei lettori più giovani, il contest della BNP che riguarda un Recruiting game a cui possono partecipare Laureati e Laureandi con età inferiore ai 26 anni.

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Realizzazione e cura di portali web innovativi e ad elevato impatto. Consulenza e sviluppo di soluzioni web personalizzate per qualsiasi settore. Design, implementazione, aggiornamento, promozione ed esercizio di portali web.

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Realizzazione di interventi formativi efficaci gestibili in presenza ed in modalità e-learning in diversi campi dell’Information Technology e delle Soft Skills.

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Ho conseguito il PhD in Informatica e la Laurea Magistrale in Economia presso l’Università degli Studi di Bari. Attualmente sono impegnato in diversi progetti di ricerca internazionali e ricopro il ruolo di manager della produzione di Osel s.r.l. : azienda che si occupa di Innovazione della didattica e e-learning. Sono docente di Informatica a contratto a Bari (Uniba) e a Roma (LUMSA).

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Come installare Google Camera su Android Pie – Xiaomi

di Lucia Massaro e Alessandro Pagano

In questo articolo, vi guideremo all’installazione manuale della Google Camera sugli smartphone Xiaomi aggiornati ad Android 9 Pie.

Molto spesso, le applicazioni fotocamera non ci soddisfano appieno. La tendenza di oggi è quella di rendere paesaggi e soggetti particolarmente evidenti attraverso colori saturi e fotografie con contrasto accentuato. Sarà l’epoca dei social network e dell’esasperazione dell’immagine, ma una buona foto è quella che riesce a restituire colori naturali e quanto più possibile vicini a quello che l’occhio umano percepisce.

Una app fotocamera che restituisce colori fedeli, soprattutto in condizioni di scarsa luminosità, è sicuramente la Google Camera. Gli algoritmi sviluppati da Google sono senza dubbio tra i migliori nell’elaborazione delle immagini catturate dall’ottica di uno smartphone. Questa app è ovviamente installata esclusivamente su dispositivi marchiati Google (Nexus e Pixel) e non compare su tutti gli altri dispositivi Android.

Nel caso specifico, vi mostreremo i passaggi per abilitare le Camera2Api e installare la Google Camera su i dispositivi Xiaomi con a bordo Android 9 (Pie).

IMPORTANTEla procedura descritta presenta operazioni complesse che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro device. Si consiglia l’esecuzione solo da parte di utenti che abbiano maturato una buona esperienza in ambito modding. Lo staff di alessandropagano.net non si riterrà responsabile per eventuali danni ai dispositivi. Questa procedura prevede la formattazione del telefono e la conseguente perdita di tutti i dati: si consiglia di effettuare un backup.

 

Prerequisiti

 

Prima di iniziare la procedura che ci permetterà di installare la Google Camera, è necessario verificare la presenza di alcuni prerequisiti indispensabili:

  • Verificare di aver ricevuto l’aggiornamento ad Android 9 (Pie)Impostazioni – Dispositivo – Tutte le specifiche – Versione di Android.
  • Dispositivo con Bootloader sbloccato. Per sbloccare il bootloader vi rimandiamo a questa guida.
  • Custom Recovery TWRP installata. Per installarla seguite le indicazioni presenti su questa pagina.

In questa guida vedremo come:

 

Eseguire il root

 

  1. Scaricate Magisk 
  2. Copiare il file zip nella memoria del vostro smartphone;
  3. Spegnete lo smartphone;
  4. Premete assieme Tasto Power & Volume+ per avviare nella modalità recovery TWRP;
  5. Selezionate “Install”, cercate il file Magisk nella memoria ed installatelo;

Volendo è possibile gestire i moduli installati in Magisk con
Magisk Manager. Per abilitare le Camera2Api, nella nostra guida non utilizzeremo specifici pacchetti per Magisk Manager perché ad oggi non risultano funzionanti su Android 9. Ma vi indicheremo due percorsi alternativi.

Una volta installata la Google Camera sarà possibile tornare indietro nell’operazione di root, semplicemente disinstallando Magisk attraverso Magisk Manager.

 

Abilitazione delle Camera2Api

 

Le Camera2Api sono delle librerie che Google ha introdotto con l’aggiornamento ad Android 5 Lollipop. Queste hanno abilitato vari controlli avanzati per la fotocamera, come la possibilità di scattare in RAW, modificare parametri quali ISO, esposizione, messa a fuoco e così via. Le Camera2Api sono indispensabili per il funzionamento della Google Camera.

Per effettuare l’abilitazione è possibile procedere in due modi differenti:

Metodo 1 – utilizzando ADB shell:

  • Collegare il telefono al PC attraverso il cavo usb. (Abbiamo già installato ed abilitato i driver ADB nelle fasi seguite nei prerequisiti)
  • Aprire il prompt dei comandi ADB e lanciare il seguente comando:
adb shell
su
  • Confermare l’attribuzione dei permessi di superutente sul device
  • Lanciare i seguenti comandi (ogni riga corrisponde ad un comando)
setprop persist.camera.HAL3.enabled 1
setprop persist.vendor.camera.HAL3.enabled 1
setprop persist.camera.stats.test 5
setprop persist.vendor.camera.stats.test 5
setprop persist.camera.eis.enable 1
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Metodo 2 – modificando il file build.prop :

  • scaricare l’app BuildProp Editor B che ci permetterà di effettuare le modifiche necessarie al file build.prop ;
  • aprire l’app che aprirà automaticamente il file build.prop ;
  • inserire le seguenti righe alla fine del file:
persist.camera.stats.test=5 
persist.vendor.camera.stats.test=5
persist.camera.eis.enable=true

A questo punto le Camera2Api dovrebbero essere state abilitate. È possibile verificarlo, installando l’APP Camera2 Probe che dovrebbe restituire questa schermata (attenzione: la schermata potrebbe cambiare a seconda del dispositivo, l’importante è che alla voce “Hardware Support Level” non siano abilitate le voci “LIMITED o LEGACY”).

Installare la Google Camera

 

Al termine di queste operazioni siamo finalmente pronti a installare l’APK di Google Camera. Ne esistono diverse versioni, i porting sono davvero innumerevoli. Per districarsi nella scelta di una versione coerente con il proprio dispositivo, è possibile utilizzare i seguenti link da cui sarà possibile scaricare la versione più adatta:

  1. Google Camera HUB su XDA
  2. https://www.celsoazevedo.com/files/android/google-camera/

Se il tuo dispositivo non è presente nella lista, puoi scaricare l’APK di uno smartphone che abbia lo stesso processore del tuo Xiaomi. Nel nostro caso, non c’era disponibilità per il nostro Mi Max 3 che monta uno Snapdragon 636 e abbiamo scaricato la versione per RedMi Note 5 che ha lo stesso processore.

Ovviamente al momento dell’installazione il sistema potrebbe chiedere l’autorizzazione a installare da origini sconosciute (o diciture simili). In questo caso, è necessario autorizzare l’installazione.

Ora potete sfruttare anche voi tutte le funzionalità della Google Camera.

Qui un esempio di foto scattate da Mi Max 3 con fotocamera di default o con la Google Camera.


Fotocamera MIUI 10

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Risolvere il problema notifiche su dispositivi Xiaomi con Miui8

Dopo l’acquisto dello Xiaomi Mi Max 2 ho provveduto ad effettuare le prime configurazioni ed ottimizzazioni per un uso più “occidentale” del terminale. In questa guida vedremo come abilitare le notifiche delle nostre applicazioni preferite in modo che possano ignorare le strette policy di controllo ed ottimizzazione batteria/memoria della Miui8.

Xiaomi China Stable – Come installare le Google Apps su MIUI8 e Android 7 Nougat

Stamattina è arrivato finalmente il tanto atteso Xiaomi Mi max 2 (scheda tecnica qui) e, dopo la consueta febbre da unboxing, mi sono cimentato nelle solite impostazioni/ripristino account e applicazioni. Operazione che grazie a MiCloud, il servizio di Xiaomi che permette di salvare tutte le app e le impostazioni, diventa ancora più semplice e veloce. Il telefono in questione ha a bordo l’ultima Rom China Stable con MIUI8 e Android 7.1.1

Nel caso di specie, l’ultimo backup era stato fatto sul mio precedente Mi Max e quindi credevo filasse tutto liscio. Non avevo considerato che la versione di Android è passata dalla 6 alla 7. Dopo il trasferimento dei dati, quindi, ho constatato con rammarico che le applicazioni Google (in primis il Play Store) erano inutilizzabile. Al tentativo di creare un account la schermata google recita un messaggio in loop “Checking info…” Ho provato allora a disinstallare e reinstallare tutte le applicazioni google, sia tramite APK, sia tramite lo store cinese. Dopo ore ed ore di tentativi mi sono imbattuto in un ottimo post sul forum ufficiale MIUI che ha risolto il problema e mi ha permesso di installare e soprattutto far funzionare, tutte le app ed i servizi Google.

Non mi resta quindi che entrare nel merito della guida.

Step1 – Eseguire il download di questo archivio di Backup ed estrarlo all’interno nella cartella

/Internal Shared Storage/MIUI/backup/

all’interno di questa cartella, quindi, dovrà esserci una ulteriore cartella con “AllBackup”. Rispettare questo albero delle directory in questa fase è molto importante per permettere al sistema di ripristinare correttamente il backup.

 

Step2 – Eseguire il restore entrando nel menu e seguendo i seguenti tap:

Settings > Additional Settings > Backup and Reset > Local Backups > Mar24, 8:05PM (161MB, 12 app data files) > Restore

 

Step3 – Abilitare i permessi. Entrare nell’applicazione “Security” e cliccare su Permissions“. Abilitare l’autostart e tutti i permessi per le applicazioni appena installate. Al termine, riavviare il dispositivo.

Step 4 – Lanciare Google Play Store. Tutto dovrebbe avviarsi senza problemi. (Qualcuno ha segnalato un crash al primo avvio che è possibile bypassare semplicemente cliccando su “continua”). Aggiungete ora il vostro account!

Spero che questa guida possa esservi stata utile per i vostri dispositivi Xiaomi con Rom China Stable.

Recensione Huawei P8

Vediamo oggi come si comporta il Huawei P8 che ho avuto la possibilità di testare per un mese, grazie ad un contest organizzato da Huawei. Cercherò di riassumere la mia esperienza d’uso attribuendo dei voti alle relative categorie.

International Open Data Day – Bari 2014

Il 22 febbraio 2014 dalle ore 10 alle ore 18 si terrà l’International Open Data Day presso il padiglione dei Cineporti di Puglia – c/o Fiera del Levante. Come per il 2013 Bari ospiterà l’edizione locale di questa giornata in cui, a livello internazionale, le comunità di persone che si occupano di Open Data si radunano a livello locale per presentare i propri progetti, parlare delle iniziative già svolte, programmare quelle future. Obiettivo non secondario è quello di proporre la cultura dei dati aperti ad un nuovo pubblico.

Salviamo un progetto: Tuxfeed

Tuxfeed.it è stato per anni un punto di riferimento per tutti gli appassionati del sistema operativo Open Source più famoso del mondo: Linux.
Per anni Tuxfeed.it, progetto completamente gratuito, basato sugli sforzi di (pochi) utenti volontari, ha aggregato diverse centinaia di fonti, sempre aggiornate, per rendere aggiornati a più di 5.000 di visitatori ogni giorno.

AndroidPIT: Fill up your Mobile.

Vorrei segnalare una iniziativa lodevole riguardo il mondo Android: il portale AndroidPIT.

AndroidPIT può divenire in breve tempo un punto di riferimento per quanto riguarda il mondo Android, in quanto permette agli utenti di accedere agevolmente a news sempre aggiornate.
La specialità di questo portale sono le applicazioni: cuore pulsante di ogni dispositivo mobile. Di seguito una breve recensione.

Volunia: fallimento annunciato?

Ieri Massimo Marchiori, ricercatore padovano autore di HyperSearch, uno degli algoritmi utilizzati da Google, ha lanciato la sua sfida al mondo dei motori di ricerca con l’obiettivo di apportare importanti innovazioni. Il nome del progetto è Volunia.

Installing YamiPod on Linux: a multi-platform, very versatile iPod Manager

YamiPod is a freeware application to efficiently manage your iPod on Linux. It can be run directly from your iPod and needs no installation. It also has extra features such as rss news and podcast support, remove duplicates, easy notes editor (with multipage support), songs synchronization, playlists export, a built in music player and much more. It has been translated in 12 languages.

Ace Manager Recruiting Game

Nel mondo dei social network e del lifestream totale su internet, non potevano mancare dei metodi alternativi di recruitment da parte delle aziende con alto tasso di informatizzazione e propense a politiche di buzz marketing. Oggi voglio sottoporre all’attenzione dei miei lettori più giovani, il contest della BNP che riguarda un Recruiting game a cui possono partecipare Laureati e Laureandi con età inferiore ai 26 anni.