Giù le mani dai Blog!

Aderisco volentieri all’iniziativa di Alessandro Bottoni e del Partito Pirata (di cui sono membro…)

Come Vice Presidente del Partito Pirata, sono costretto a chiedere ancora una volta la vostra collaborazione per impedire che ci venga tolto ancora un’altro pezzo di democrazia e di libertà. Questa volta è a rischio niente meno che il diritto di esprimere la propria opinione attraverso il web ed i blog, così come sarebbe previsto dall’articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana.

Col favore delle tenebre. No, anzi… delle ferie

In pieno Agosto 2007, mentre l’intero paese era in vacanza, il solerte Ricardo Franco Levi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha presentato un progetto di legge chiaramente concepito con il solo scopo di mettere la museruola a tutti coloro che intendono far sentire la voce della Società Civile attraverso il World Wide Web. La settimana scorsa, nel più assoluto silenzio, questo progetto di legge liberticida ha ottenuto l’approvazione del Consiglio dei Ministri, guidato da Romano Prodi. Ecco come ne ha dato la notizia Repubblica:

ROMA – Consiglio dei ministri del 12 ottobre: il governo approva e manda all’esame del Parlamento il testo che vuole cambiare le regole del gioco del mondo editoriale, per i giornali e anche per Internet. E’ un disegno di legge complesso, 20 pagine, 35 articoli, che adesso comincia a seminare il panico in Rete. Chi ha un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale vede all’orizzonte obblighi di registrazione, burocrazia, spese impreviste. Soprattutto teme sanzioni penali più forti in caso di diffamazione.

[Da Repubblica del 19 Ottobre 2007]

Scherzetto o balzello?

La prima, e la più grave, conseguenza, di questo scherzo di Halloween del nostro amato Governo è un aumento iperbolico dei costi e delle complessità burocratiche necessari per mantenere in vita un qualunque sito web, compreso un blog personale. In pratica, chiunque volesse pubblicare qualunque cosa (anche le ricette della nonna) su un blog gratuito (come WordPress o Blogger) sarebbe comunque costretto a registrare la propria “testata giornalistica” presso il famigerato ROC (“Registro degli Operatori di Comunicazione”). Per chi non lo sapesse, il ROC è un database delle persone autorizzate dalla legge a parlare in pubblico, cioè qualcosa che esiste in due soli paesi al mondo: in Italia ed in Cina! Ecco come spiega quello che sta succedendo il quotidiano Repubblica:

“Articolo 6 del disegno di legge. C’è scritto che deve iscriversi al ROC, in uno speciale registro custodito dall’Autorità per le Comunicazioni, chiunque faccia “attività editoriale”. L’Autorità non pretende soldi per l’iscrizione, ma l’operazione è faticosa e qualcuno tra i certificati necessari richiede il pagamento del bollo. Attività editoriale – continua il disegno di legge – significa inventare e distribuire un “prodotto editoriale” anche senza guadagnarci. E prodotto editoriale è tutto: è l’informazione, ma è anche qualcosa che “forma” o “intrattiene” il destinatario (articolo 2). I mezzi di diffusione di questo prodotto sono sullo stesso piano, Web incluso.”

[Da Repubblica del 19 Ottobre 2007]

Per legge, una “testata giornalistica” (come “Repubblica Online” o “Punto Informatico”) deve avere un suo Direttore Responsabile e deve essere pubblicata da una Società Editrice. Ovviamente, sia l’uno che l’altro vogliono essere pagati per il lavoro che svolgono e per le responsabilità (anche penali) che si accollano. Altrettanto ovviamente, nessun blogger sarà mai in grado di coprire questi costi. Di conseguenza, la stragrande maggioranza dei blog gestiti da italiani sono destinati a chiudere. Si noti che questo vale anche per i blog pubblicati in altre lingue e su altri mercati. Ciò che conta è infatti la residenza dell’autore.

Questo disegno di legge potrebbe quindi riuscire in qualcosa che nemmeno il giverno Cinese è mai riuscito a mettere in atto: la cancellazione dei blog dalla faccia del pianeta. Incredibilmente, potrebbe riuscire in questa opera senza nemmeno varare una legge che affermi esplicitamente che gestire un blog è illegale. Una azione come questa, infatti, susciterebbe un coro di proteste. Il nostro amato Governo potrebbe riuscire in questa impresa semplicemente innalzando i costi di gestione di un blog ad un livello inaccettabile per gli autori. Un modo molto più sottile e meno appariscente di mettere in atto una delle più odiose forme di censura che si possano concepire.

Il porto d’armi per il Blog

Ma questo è solo uno degli effetti di questo progetto di legge. L’altro è che trasformando i blog in testate giornalistiche si trasformano i blogger in giornalisti de facto ed i loro reati da semplici maracechelle in reati penali di notevole peso. In particolare, il reato di diffamazione commesso da un blogger non sarebbe più “diffamazione semplice” ma “diffamazione a mezzo stampa”. La differenza in termini di anni di galera e di euro di danni da pagare al diffamato è notevole.

In buona sostanza, chiunque volesse ancora dire la sua attraverso un blog dovrebbe agire con la stessa cautela di chi decide di portare un’arma sulla persona.

Le rassicurazioni di Mangiafuoco

Naturalmente, a fronte di un testo di questa gravità, steso nero su bianco, il Sottosegretario Levi sta spendendo una grande quantità di parole (vibrazioni dell’aria tra due persone) per rassicurare i blogger che “No, assolutamente! Non è nostra intenzione chiudere la bocca alla Società Civile ed ai dissidenti”. Ecco come riporta le rassicurazioni del sottosegretario il solito quotidiano “La Repubblica”:

Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e padre della riforma, sdrammatizza: “Lo spirito del nostro progetto non è certo questo. Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile”.

[Da Repubblica del 19 Ottobre 2007]

Verba volant, scripta manent….

Ma è possibile una cosa del genere? O ci state prendendo in giro?

Giudicate voi stessi:

“Testo della Proposta di Legge del 3 Agosto 2007” sul sito del Governo.

Il Governo riforma l’editoria. Allarme in Rete.” a epubblica Online.

Il Governo vara la Internet Tax.” a Punto Informatico.

La nuova legge sull’editoria del Governo obbligherà tutti i blog e i siti a diventare testate giornalistiche”a Civile.it.

Che fare?

Si può fare qualcosa per contrastare questo ignobile progetto di censura, degno solo della più squallida delle dittature? Si, si può fare qualcosa. Ad esempio, si può spa
rgere la voce. Si può far sapere all’intero paese (e, se possibile, al mondo intero) che un Governo che si autodefinisce di Sinistra, vicino al popolo e difensore della Libertà, sta cercando di cancellare l’intero “fenomeno blog” dal suo ramo di Internet.

Lo si può fare ripubblicando questo testo, così come lo trovate, sui vostri siti web, ovunque possibile. Questo testo, infatti, contiene al suo interno un link a sé stesso. Ripubblicandolo su molti altri siti web si fa in modo che Google (ed altri motori di ricerca) lo innalzino nel loro punteggio (“rank”) e lo presentino tra i loro risultati migliori ogni volta che un internauta cerca il termine “blog”. In questo modo, chiunque sia interessato, anche marginalmente ai blog può essere raggiunto da questo grido di allarme. Per ripubblicare il testo, basta fare un copia&incolla.

Questa tecnica si chiama Google Bombing e, a dispetto del nome è perfettamente legale e perfettamente corretta. Potete trovare altre informazioni su questa tecnica a wikipedia: Google Bombing.

Questo è il link che mette in atto questo meccanismo:

Blog

Ovviamente, questo testo viene pubblicato con una licenza adatta a questo scopo:

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

In oltre potete firmare la petizione che abbiamo aperto per contrastare questo disegno di legge:

Firma la petizione

Grazie della vostra collaborazione

Alessandro Bottoni

http://www.alessandrobottoni.it/

http://www.oceanidigitali.it/

alessandro.bottoni@infinito.it

alessandrobottoni@interfree.it

Per favore, se proprio volete scrivermi, inserite la frase “Google Bombing per la libertà dei Blog” nell’apposita riga “Subject” (“Oggetto”) del vostro messaggio di posta elettronica.

aleko | 19 Ottobre 2007
  • Mr._GöRéFe$T 19 Ottobre 2007 at 18:58
    non ho potuto non ricopiare nel blog! sono schifato! non ho veramente parole!
  • Aerys 19 Ottobre 2007 at 20:19
    Ho aderito anche io al Google Bombing ed ho inoltre firmato. In più ho scritto anche io un articolo appena ho saputo di questo abominio di legge. http://www.dynamicduo.it/aeryshouse/archives/561 Solo uniti si può vincere.
  • antonio 22 Ottobre 2007 at 9:11
    teniamoci pronti per la mobilitazione generale. Dobbiamo lottare con ogni mezzo per evitare che la libertà di pensiero venga messa a rischio.

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Ho conseguito il PhD in Informatica e la Laurea Magistrale in Economia presso l’Università degli Studi di Bari. Attualmente sono impegnato in diversi progetti di ricerca internazionali e ricopro il ruolo di manager della produzione di Osel s.r.l. : azienda che si occupa di Innovazione della didattica e e-learning. Sono docente di Informatica a contratto a Bari (Uniba) e a Roma (LUMSA).

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Come installare Google Camera su Android Pie – Xiaomi

di Lucia Massaro e Alessandro Pagano

In questo articolo, vi guideremo all’installazione manuale della Google Camera sugli smartphone Xiaomi aggiornati ad Android 9 Pie.

Molto spesso, le applicazioni fotocamera non ci soddisfano appieno. La tendenza di oggi è quella di rendere paesaggi e soggetti particolarmente evidenti attraverso colori saturi e fotografie con contrasto accentuato. Sarà l’epoca dei social network e dell’esasperazione dell’immagine, ma una buona foto è quella che riesce a restituire colori naturali e quanto più possibile vicini a quello che l’occhio umano percepisce.

Una app fotocamera che restituisce colori fedeli, soprattutto in condizioni di scarsa luminosità, è sicuramente la Google Camera. Gli algoritmi sviluppati da Google sono senza dubbio tra i migliori nell’elaborazione delle immagini catturate dall’ottica di uno smartphone. Questa app è ovviamente installata esclusivamente su dispositivi marchiati Google (Nexus e Pixel) e non compare su tutti gli altri dispositivi Android.

Nel caso specifico, vi mostreremo i passaggi per abilitare le Camera2Api e installare la Google Camera su i dispositivi Xiaomi con a bordo Android 9 (Pie).

IMPORTANTEla procedura descritta presenta operazioni complesse che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro device. Si consiglia l’esecuzione solo da parte di utenti che abbiano maturato una buona esperienza in ambito modding. Lo staff di alessandropagano.net non si riterrà responsabile per eventuali danni ai dispositivi. Questa procedura prevede la formattazione del telefono e la conseguente perdita di tutti i dati: si consiglia di effettuare un backup.

 

Prerequisiti

 

Prima di iniziare la procedura che ci permetterà di installare la Google Camera, è necessario verificare la presenza di alcuni prerequisiti indispensabili:

  • Verificare di aver ricevuto l’aggiornamento ad Android 9 (Pie)Impostazioni – Dispositivo – Tutte le specifiche – Versione di Android.
  • Dispositivo con Bootloader sbloccato. Per sbloccare il bootloader vi rimandiamo a questa guida.
  • Custom Recovery TWRP installata. Per installarla seguite le indicazioni presenti su questa pagina.

In questa guida vedremo come:

 

Eseguire il root

 

  1. Scaricate Magisk 
  2. Copiare il file zip nella memoria del vostro smartphone;
  3. Spegnete lo smartphone;
  4. Premete assieme Tasto Power & Volume+ per avviare nella modalità recovery TWRP;
  5. Selezionate “Install”, cercate il file Magisk nella memoria ed installatelo;

Volendo è possibile gestire i moduli installati in Magisk con
Magisk Manager. Per abilitare le Camera2Api, nella nostra guida non utilizzeremo specifici pacchetti per Magisk Manager perché ad oggi non risultano funzionanti su Android 9. Ma vi indicheremo due percorsi alternativi.

Una volta installata la Google Camera sarà possibile tornare indietro nell’operazione di root, semplicemente disinstallando Magisk attraverso Magisk Manager.

 

Abilitazione delle Camera2Api

 

Le Camera2Api sono delle librerie che Google ha introdotto con l’aggiornamento ad Android 5 Lollipop. Queste hanno abilitato vari controlli avanzati per la fotocamera, come la possibilità di scattare in RAW, modificare parametri quali ISO, esposizione, messa a fuoco e così via. Le Camera2Api sono indispensabili per il funzionamento della Google Camera.

Per effettuare l’abilitazione è possibile procedere in due modi differenti:

Metodo 1 – utilizzando ADB shell:

  • Collegare il telefono al PC attraverso il cavo usb. (Abbiamo già installato ed abilitato i driver ADB nelle fasi seguite nei prerequisiti)
  • Aprire il prompt dei comandi ADB e lanciare il seguente comando:
adb shell
su
  • Confermare l’attribuzione dei permessi di superutente sul device
  • Lanciare i seguenti comandi (ogni riga corrisponde ad un comando)
setprop persist.camera.HAL3.enabled 1
setprop persist.vendor.camera.HAL3.enabled 1
setprop persist.camera.stats.test 5
setprop persist.vendor.camera.stats.test 5
setprop persist.camera.eis.enable 1
exit
exit

Metodo 2 – modificando il file build.prop :

  • scaricare l’app BuildProp Editor B che ci permetterà di effettuare le modifiche necessarie al file build.prop ;
  • aprire l’app che aprirà automaticamente il file build.prop ;
  • inserire le seguenti righe alla fine del file:
persist.camera.stats.test=5 
persist.vendor.camera.stats.test=5
persist.camera.eis.enable=true

A questo punto le Camera2Api dovrebbero essere state abilitate. È possibile verificarlo, installando l’APP Camera2 Probe che dovrebbe restituire questa schermata (attenzione: la schermata potrebbe cambiare a seconda del dispositivo, l’importante è che alla voce “Hardware Support Level” non siano abilitate le voci “LIMITED o LEGACY”).

Installare la Google Camera

 

Al termine di queste operazioni siamo finalmente pronti a installare l’APK di Google Camera. Ne esistono diverse versioni, i porting sono davvero innumerevoli. Per districarsi nella scelta di una versione coerente con il proprio dispositivo, è possibile utilizzare i seguenti link da cui sarà possibile scaricare la versione più adatta:

  1. Google Camera HUB su XDA
  2. https://www.celsoazevedo.com/files/android/google-camera/

Se il tuo dispositivo non è presente nella lista, puoi scaricare l’APK di uno smartphone che abbia lo stesso processore del tuo Xiaomi. Nel nostro caso, non c’era disponibilità per il nostro Mi Max 3 che monta uno Snapdragon 636 e abbiamo scaricato la versione per RedMi Note 5 che ha lo stesso processore.

Ovviamente al momento dell’installazione il sistema potrebbe chiedere l’autorizzazione a installare da origini sconosciute (o diciture simili). In questo caso, è necessario autorizzare l’installazione.

Ora potete sfruttare anche voi tutte le funzionalità della Google Camera.

Qui un esempio di foto scattate da Mi Max 3 con fotocamera di default o con la Google Camera.


Fotocamera MIUI 10

Google Camera
Risolvere il problema notifiche su dispositivi Xiaomi con Miui8

Dopo l’acquisto dello Xiaomi Mi Max 2 ho provveduto ad effettuare le prime configurazioni ed ottimizzazioni per un uso più “occidentale” del terminale. In questa guida vedremo come abilitare le notifiche delle nostre applicazioni preferite in modo che possano ignorare le strette policy di controllo ed ottimizzazione batteria/memoria della Miui8.

Xiaomi China Stable – Come installare le Google Apps su MIUI8 e Android 7 Nougat

Stamattina è arrivato finalmente il tanto atteso Xiaomi Mi max 2 (scheda tecnica qui) e, dopo la consueta febbre da unboxing, mi sono cimentato nelle solite impostazioni/ripristino account e applicazioni. Operazione che grazie a MiCloud, il servizio di Xiaomi che permette di salvare tutte le app e le impostazioni, diventa ancora più semplice e veloce. Il telefono in questione ha a bordo l’ultima Rom China Stable con MIUI8 e Android 7.1.1

Nel caso di specie, l’ultimo backup era stato fatto sul mio precedente Mi Max e quindi credevo filasse tutto liscio. Non avevo considerato che la versione di Android è passata dalla 6 alla 7. Dopo il trasferimento dei dati, quindi, ho constatato con rammarico che le applicazioni Google (in primis il Play Store) erano inutilizzabile. Al tentativo di creare un account la schermata google recita un messaggio in loop “Checking info…” Ho provato allora a disinstallare e reinstallare tutte le applicazioni google, sia tramite APK, sia tramite lo store cinese. Dopo ore ed ore di tentativi mi sono imbattuto in un ottimo post sul forum ufficiale MIUI che ha risolto il problema e mi ha permesso di installare e soprattutto far funzionare, tutte le app ed i servizi Google.

Non mi resta quindi che entrare nel merito della guida.

Step1 – Eseguire il download di questo archivio di Backup ed estrarlo all’interno nella cartella

/Internal Shared Storage/MIUI/backup/

all’interno di questa cartella, quindi, dovrà esserci una ulteriore cartella con “AllBackup”. Rispettare questo albero delle directory in questa fase è molto importante per permettere al sistema di ripristinare correttamente il backup.

 

Step2 – Eseguire il restore entrando nel menu e seguendo i seguenti tap:

Settings > Additional Settings > Backup and Reset > Local Backups > Mar24, 8:05PM (161MB, 12 app data files) > Restore

 

Step3 – Abilitare i permessi. Entrare nell’applicazione “Security” e cliccare su Permissions“. Abilitare l’autostart e tutti i permessi per le applicazioni appena installate. Al termine, riavviare il dispositivo.

Step 4 – Lanciare Google Play Store. Tutto dovrebbe avviarsi senza problemi. (Qualcuno ha segnalato un crash al primo avvio che è possibile bypassare semplicemente cliccando su “continua”). Aggiungete ora il vostro account!

Spero che questa guida possa esservi stata utile per i vostri dispositivi Xiaomi con Rom China Stable.

Recensione Huawei P8

Vediamo oggi come si comporta il Huawei P8 che ho avuto la possibilità di testare per un mese, grazie ad un contest organizzato da Huawei. Cercherò di riassumere la mia esperienza d’uso attribuendo dei voti alle relative categorie.

International Open Data Day – Bari 2014

Il 22 febbraio 2014 dalle ore 10 alle ore 18 si terrà l’International Open Data Day presso il padiglione dei Cineporti di Puglia – c/o Fiera del Levante. Come per il 2013 Bari ospiterà l’edizione locale di questa giornata in cui, a livello internazionale, le comunità di persone che si occupano di Open Data si radunano a livello locale per presentare i propri progetti, parlare delle iniziative già svolte, programmare quelle future. Obiettivo non secondario è quello di proporre la cultura dei dati aperti ad un nuovo pubblico.

Salviamo un progetto: Tuxfeed

Tuxfeed.it è stato per anni un punto di riferimento per tutti gli appassionati del sistema operativo Open Source più famoso del mondo: Linux.
Per anni Tuxfeed.it, progetto completamente gratuito, basato sugli sforzi di (pochi) utenti volontari, ha aggregato diverse centinaia di fonti, sempre aggiornate, per rendere aggiornati a più di 5.000 di visitatori ogni giorno.

AndroidPIT: Fill up your Mobile.

Vorrei segnalare una iniziativa lodevole riguardo il mondo Android: il portale AndroidPIT.

AndroidPIT può divenire in breve tempo un punto di riferimento per quanto riguarda il mondo Android, in quanto permette agli utenti di accedere agevolmente a news sempre aggiornate.
La specialità di questo portale sono le applicazioni: cuore pulsante di ogni dispositivo mobile. Di seguito una breve recensione.

Volunia: fallimento annunciato?

Ieri Massimo Marchiori, ricercatore padovano autore di HyperSearch, uno degli algoritmi utilizzati da Google, ha lanciato la sua sfida al mondo dei motori di ricerca con l’obiettivo di apportare importanti innovazioni. Il nome del progetto è Volunia.

Installing YamiPod on Linux: a multi-platform, very versatile iPod Manager

YamiPod is a freeware application to efficiently manage your iPod on Linux. It can be run directly from your iPod and needs no installation. It also has extra features such as rss news and podcast support, remove duplicates, easy notes editor (with multipage support), songs synchronization, playlists export, a built in music player and much more. It has been translated in 12 languages.

Ace Manager Recruiting Game

Nel mondo dei social network e del lifestream totale su internet, non potevano mancare dei metodi alternativi di recruitment da parte delle aziende con alto tasso di informatizzazione e propense a politiche di buzz marketing. Oggi voglio sottoporre all’attenzione dei miei lettori più giovani, il contest della BNP che riguarda un Recruiting game a cui possono partecipare Laureati e Laureandi con età inferiore ai 26 anni.

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Realizzazione e cura di portali web innovativi e ad elevato impatto. Consulenza e sviluppo di soluzioni web personalizzate per qualsiasi settore. Design, implementazione, aggiornamento, promozione ed esercizio di portali web.

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Realizzazione di interventi formativi efficaci gestibili in presenza ed in modalità e-learning in diversi campi dell’Information Technology e delle Soft Skills.

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About MeAbout Me

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Ho conseguito il PhD in Informatica e la Laurea Magistrale in Economia presso l’Università degli Studi di Bari. Attualmente sono impegnato in diversi progetti di ricerca internazionali e ricopro il ruolo di manager della produzione di Osel s.r.l. : azienda che si occupa di Innovazione della didattica e e-learning. Sono docente di Informatica a contratto a Bari (Uniba) e a Roma (LUMSA).

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Come installare Google Camera su Android Pie – Xiaomi

di Lucia Massaro e Alessandro Pagano

In questo articolo, vi guideremo all’installazione manuale della Google Camera sugli smartphone Xiaomi aggiornati ad Android 9 Pie.

Molto spesso, le applicazioni fotocamera non ci soddisfano appieno. La tendenza di oggi è quella di rendere paesaggi e soggetti particolarmente evidenti attraverso colori saturi e fotografie con contrasto accentuato. Sarà l’epoca dei social network e dell’esasperazione dell’immagine, ma una buona foto è quella che riesce a restituire colori naturali e quanto più possibile vicini a quello che l’occhio umano percepisce.

Una app fotocamera che restituisce colori fedeli, soprattutto in condizioni di scarsa luminosità, è sicuramente la Google Camera. Gli algoritmi sviluppati da Google sono senza dubbio tra i migliori nell’elaborazione delle immagini catturate dall’ottica di uno smartphone. Questa app è ovviamente installata esclusivamente su dispositivi marchiati Google (Nexus e Pixel) e non compare su tutti gli altri dispositivi Android.

Nel caso specifico, vi mostreremo i passaggi per abilitare le Camera2Api e installare la Google Camera su i dispositivi Xiaomi con a bordo Android 9 (Pie).

IMPORTANTEla procedura descritta presenta operazioni complesse che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro device. Si consiglia l’esecuzione solo da parte di utenti che abbiano maturato una buona esperienza in ambito modding. Lo staff di alessandropagano.net non si riterrà responsabile per eventuali danni ai dispositivi. Questa procedura prevede la formattazione del telefono e la conseguente perdita di tutti i dati: si consiglia di effettuare un backup.

 

Prerequisiti

 

Prima di iniziare la procedura che ci permetterà di installare la Google Camera, è necessario verificare la presenza di alcuni prerequisiti indispensabili:

  • Verificare di aver ricevuto l’aggiornamento ad Android 9 (Pie)Impostazioni – Dispositivo – Tutte le specifiche – Versione di Android.
  • Dispositivo con Bootloader sbloccato. Per sbloccare il bootloader vi rimandiamo a questa guida.
  • Custom Recovery TWRP installata. Per installarla seguite le indicazioni presenti su questa pagina.

In questa guida vedremo come:

 

Eseguire il root

 

  1. Scaricate Magisk 
  2. Copiare il file zip nella memoria del vostro smartphone;
  3. Spegnete lo smartphone;
  4. Premete assieme Tasto Power & Volume+ per avviare nella modalità recovery TWRP;
  5. Selezionate “Install”, cercate il file Magisk nella memoria ed installatelo;

Volendo è possibile gestire i moduli installati in Magisk con
Magisk Manager. Per abilitare le Camera2Api, nella nostra guida non utilizzeremo specifici pacchetti per Magisk Manager perché ad oggi non risultano funzionanti su Android 9. Ma vi indicheremo due percorsi alternativi.

Una volta installata la Google Camera sarà possibile tornare indietro nell’operazione di root, semplicemente disinstallando Magisk attraverso Magisk Manager.

 

Abilitazione delle Camera2Api

 

Le Camera2Api sono delle librerie che Google ha introdotto con l’aggiornamento ad Android 5 Lollipop. Queste hanno abilitato vari controlli avanzati per la fotocamera, come la possibilità di scattare in RAW, modificare parametri quali ISO, esposizione, messa a fuoco e così via. Le Camera2Api sono indispensabili per il funzionamento della Google Camera.

Per effettuare l’abilitazione è possibile procedere in due modi differenti:

Metodo 1 – utilizzando ADB shell:

  • Collegare il telefono al PC attraverso il cavo usb. (Abbiamo già installato ed abilitato i driver ADB nelle fasi seguite nei prerequisiti)
  • Aprire il prompt dei comandi ADB e lanciare il seguente comando:
adb shell
su
  • Confermare l’attribuzione dei permessi di superutente sul device
  • Lanciare i seguenti comandi (ogni riga corrisponde ad un comando)
setprop persist.camera.HAL3.enabled 1
setprop persist.vendor.camera.HAL3.enabled 1
setprop persist.camera.stats.test 5
setprop persist.vendor.camera.stats.test 5
setprop persist.camera.eis.enable 1
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Metodo 2 – modificando il file build.prop :

  • scaricare l’app BuildProp Editor B che ci permetterà di effettuare le modifiche necessarie al file build.prop ;
  • aprire l’app che aprirà automaticamente il file build.prop ;
  • inserire le seguenti righe alla fine del file:
persist.camera.stats.test=5 
persist.vendor.camera.stats.test=5
persist.camera.eis.enable=true

A questo punto le Camera2Api dovrebbero essere state abilitate. È possibile verificarlo, installando l’APP Camera2 Probe che dovrebbe restituire questa schermata (attenzione: la schermata potrebbe cambiare a seconda del dispositivo, l’importante è che alla voce “Hardware Support Level” non siano abilitate le voci “LIMITED o LEGACY”).

Installare la Google Camera

 

Al termine di queste operazioni siamo finalmente pronti a installare l’APK di Google Camera. Ne esistono diverse versioni, i porting sono davvero innumerevoli. Per districarsi nella scelta di una versione coerente con il proprio dispositivo, è possibile utilizzare i seguenti link da cui sarà possibile scaricare la versione più adatta:

  1. Google Camera HUB su XDA
  2. https://www.celsoazevedo.com/files/android/google-camera/

Se il tuo dispositivo non è presente nella lista, puoi scaricare l’APK di uno smartphone che abbia lo stesso processore del tuo Xiaomi. Nel nostro caso, non c’era disponibilità per il nostro Mi Max 3 che monta uno Snapdragon 636 e abbiamo scaricato la versione per RedMi Note 5 che ha lo stesso processore.

Ovviamente al momento dell’installazione il sistema potrebbe chiedere l’autorizzazione a installare da origini sconosciute (o diciture simili). In questo caso, è necessario autorizzare l’installazione.

Ora potete sfruttare anche voi tutte le funzionalità della Google Camera.

Qui un esempio di foto scattate da Mi Max 3 con fotocamera di default o con la Google Camera.


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Dopo l’acquisto dello Xiaomi Mi Max 2 ho provveduto ad effettuare le prime configurazioni ed ottimizzazioni per un uso più “occidentale” del terminale. In questa guida vedremo come abilitare le notifiche delle nostre applicazioni preferite in modo che possano ignorare le strette policy di controllo ed ottimizzazione batteria/memoria della Miui8.

Xiaomi China Stable – Come installare le Google Apps su MIUI8 e Android 7 Nougat

Stamattina è arrivato finalmente il tanto atteso Xiaomi Mi max 2 (scheda tecnica qui) e, dopo la consueta febbre da unboxing, mi sono cimentato nelle solite impostazioni/ripristino account e applicazioni. Operazione che grazie a MiCloud, il servizio di Xiaomi che permette di salvare tutte le app e le impostazioni, diventa ancora più semplice e veloce. Il telefono in questione ha a bordo l’ultima Rom China Stable con MIUI8 e Android 7.1.1

Nel caso di specie, l’ultimo backup era stato fatto sul mio precedente Mi Max e quindi credevo filasse tutto liscio. Non avevo considerato che la versione di Android è passata dalla 6 alla 7. Dopo il trasferimento dei dati, quindi, ho constatato con rammarico che le applicazioni Google (in primis il Play Store) erano inutilizzabile. Al tentativo di creare un account la schermata google recita un messaggio in loop “Checking info…” Ho provato allora a disinstallare e reinstallare tutte le applicazioni google, sia tramite APK, sia tramite lo store cinese. Dopo ore ed ore di tentativi mi sono imbattuto in un ottimo post sul forum ufficiale MIUI che ha risolto il problema e mi ha permesso di installare e soprattutto far funzionare, tutte le app ed i servizi Google.

Non mi resta quindi che entrare nel merito della guida.

Step1 – Eseguire il download di questo archivio di Backup ed estrarlo all’interno nella cartella

/Internal Shared Storage/MIUI/backup/

all’interno di questa cartella, quindi, dovrà esserci una ulteriore cartella con “AllBackup”. Rispettare questo albero delle directory in questa fase è molto importante per permettere al sistema di ripristinare correttamente il backup.

 

Step2 – Eseguire il restore entrando nel menu e seguendo i seguenti tap:

Settings > Additional Settings > Backup and Reset > Local Backups > Mar24, 8:05PM (161MB, 12 app data files) > Restore

 

Step3 – Abilitare i permessi. Entrare nell’applicazione “Security” e cliccare su Permissions“. Abilitare l’autostart e tutti i permessi per le applicazioni appena installate. Al termine, riavviare il dispositivo.

Step 4 – Lanciare Google Play Store. Tutto dovrebbe avviarsi senza problemi. (Qualcuno ha segnalato un crash al primo avvio che è possibile bypassare semplicemente cliccando su “continua”). Aggiungete ora il vostro account!

Spero che questa guida possa esservi stata utile per i vostri dispositivi Xiaomi con Rom China Stable.

Recensione Huawei P8

Vediamo oggi come si comporta il Huawei P8 che ho avuto la possibilità di testare per un mese, grazie ad un contest organizzato da Huawei. Cercherò di riassumere la mia esperienza d’uso attribuendo dei voti alle relative categorie.

International Open Data Day – Bari 2014

Il 22 febbraio 2014 dalle ore 10 alle ore 18 si terrà l’International Open Data Day presso il padiglione dei Cineporti di Puglia – c/o Fiera del Levante. Come per il 2013 Bari ospiterà l’edizione locale di questa giornata in cui, a livello internazionale, le comunità di persone che si occupano di Open Data si radunano a livello locale per presentare i propri progetti, parlare delle iniziative già svolte, programmare quelle future. Obiettivo non secondario è quello di proporre la cultura dei dati aperti ad un nuovo pubblico.

Salviamo un progetto: Tuxfeed

Tuxfeed.it è stato per anni un punto di riferimento per tutti gli appassionati del sistema operativo Open Source più famoso del mondo: Linux.
Per anni Tuxfeed.it, progetto completamente gratuito, basato sugli sforzi di (pochi) utenti volontari, ha aggregato diverse centinaia di fonti, sempre aggiornate, per rendere aggiornati a più di 5.000 di visitatori ogni giorno.

AndroidPIT: Fill up your Mobile.

Vorrei segnalare una iniziativa lodevole riguardo il mondo Android: il portale AndroidPIT.

AndroidPIT può divenire in breve tempo un punto di riferimento per quanto riguarda il mondo Android, in quanto permette agli utenti di accedere agevolmente a news sempre aggiornate.
La specialità di questo portale sono le applicazioni: cuore pulsante di ogni dispositivo mobile. Di seguito una breve recensione.

Volunia: fallimento annunciato?

Ieri Massimo Marchiori, ricercatore padovano autore di HyperSearch, uno degli algoritmi utilizzati da Google, ha lanciato la sua sfida al mondo dei motori di ricerca con l’obiettivo di apportare importanti innovazioni. Il nome del progetto è Volunia.

Installing YamiPod on Linux: a multi-platform, very versatile iPod Manager

YamiPod is a freeware application to efficiently manage your iPod on Linux. It can be run directly from your iPod and needs no installation. It also has extra features such as rss news and podcast support, remove duplicates, easy notes editor (with multipage support), songs synchronization, playlists export, a built in music player and much more. It has been translated in 12 languages.

Ace Manager Recruiting Game

Nel mondo dei social network e del lifestream totale su internet, non potevano mancare dei metodi alternativi di recruitment da parte delle aziende con alto tasso di informatizzazione e propense a politiche di buzz marketing. Oggi voglio sottoporre all’attenzione dei miei lettori più giovani, il contest della BNP che riguarda un Recruiting game a cui possono partecipare Laureati e Laureandi con età inferiore ai 26 anni.