Chip RFID e dati sniffabili: siamo in pericolo

RFID (acronimo di Radio Frequency IDentification - traducibile in Identificazione a radio frequenza) è una tecnologia per la identificazione automatica di oggetti, animali o persone. Il sistema si basa sulla lettura a distanza di informazioni contenute in un tag RFID usando appositi lettori.

La tecnologia RIFD è considerata per la sua potenzialità di applicazione una tecnologia general purpose (come l’elettricità, la ruota, etc) e presenta un elevato livello di pervasività, ovvero una volta trovata una applicazione in un punto della filiera, l’applicazione ed i benefici si propagano velocemente a monte e a valle della stessa. Con gli RFID, grazie allo sviluppo passato delle tecnologie dell’informazione e di internet, è possibile creare una “internet of things”, ovvero mettere in rete oggetti o cose.
Come abbiamo detto le applicazioni di questa tecnologia sono innumerevoli: recentemente chip RFID sono stati inseriti in carte di credito e passaporti. Tale implementazione è stata introdotta per aumentare il livello di tracciabilità e di sicurezza, ma purtroppo, al contrario mette a serio rischio i nostri dati che possono essere facilmente “sniffati”.

Paolo “Pablos” Holman in una intervista realizzata da Xeni Jardin per BoingBoingTV durante la O’Reilly Emerging Technology Conference 2008, ha dimostrato come le informazioni contenute in quei chip siano tutt’altro che al sicuro bensì facilmente leggibili in un attimo e senza spendere quasi niente.

Holman ha acquistato un lettore per RFID su ebay pagandolo 8 dollari e lo ha collegato al suo portatile, quindi con un software apposito ha potuto ottenere tutte le informazioni contenute nei chip di ogni carta di credito nelle immediate vicinanze. Si potrebbe ottenere in un secondo, nome e cognome del titolare, numero della carta e del conto, data di scadenza, codice di controllo e ogni altro dato la banca abbia immesso; lo stesso dicasi per i passaporti, che potrebbero essere facilmente clonati, con rischi facilmente intuibili.

Qual’è la soluzione per questo enorme problema di sicurezza dei dati? Holman suggerisce l’acquisto di un portafoglio piombato o di un porta documenti schermato, in modo da impedire la comunicazione radio tra chip e lettore. Probabilmente, però, per risolvere il problema sarebbe sufficiente che la decrittazione avvenisse in un apposito server a monte del lettore per garantire un miglior livello di sicurezza.

Seguiamo con interesse la vicenda, e stiamo attenti alle innovazioni “pericolose” per la nostra identità e per il nostro conto in banca…

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Vodafone Recycling Tour 2007

Vodafone Recycling Tour

Oggi vi segnalo una iniziativa Vodafone che concilia interessi economici ed ecologici.
Tutti desideriamo un mondo più sano, pulito, vivibile.
Per contribuire alla tutela e al rispetto della natura e del territorio, Vodafone si è impegnata (dal 2000 in accordo con Legambiente, anticipando le direttive comunitarie e i decreti attuativi italiani) in un progetto di riuso e il riciclo dei cellulari obsoleti, delle batterie esaurite e degli accessori inutilizzati.

Il programma è aperto ai clienti di tutti gli operatori, che possono restituire cellulari di qualunque marca e tipo. Ma Vodafone Italia è l’unico operatore italiano impegnato in tal senso: negli ultimi 7 anni, nei negozi Vodafone One e nei centri di assistenza plurimarca, sono state raccolte oltre 25 tonnellate di materiali destinati al riuso e al riciclo, e 1.177.000 telefoni sono stati resi nuovamente utilizzabili o avviati al corretto smaltimento.

Grazie a ZZUBB sono venuto a conoscenza delle iniziative del Vodafone Recycling tour.

Nel mese di Novembre, Vodafone arriva con un ‘Recycling tour’ nelle piazze di alcune grandi città (tra cui Bologna, Firenze, Salerno, Bari) per premiare immediatamente chi consegna il proprio cellulare inutilizzato. Per ogni telefono consegnato si riceve una ricarica da 4 euro. Se poi si consegnano 3 telefoni si partecipa anche all’estrazione di una smart fortwo cdi, l’auto con il consumo più ridotto del mercato, 3,3 litri per 100 chilometri, e con emissioni di CO2 di soli 88 grammi per km.

Mi sembra di capire che le “ricariche premio” verranno consegnate solo nelle piazze di queste grandi città, mentre, in altre città coinvolte (tra cui Milano, Roma, Napoli, Palermo), durante il weekend si può portare il vecchio cellulare in uno dei negozi Vodafone One aderenti all’iniziativa e, per ogni telefono consegnato, si può compilare la cartolina e vincere l’ecologica smart fortwo cdi.

I telefonini e gli accessori depositati nei punti di raccolta vengono consegnati da Vodafone a Fonebak, una societa’ specializzata nel recupero e rigenerazione di telefoni cellulari che provvederà a rivitalizzarli per un eventuale riuso nei paesi in via di sviluppo, oppure, nel caso di telefonini non riutilizzabili, si procede allo smembramento e al riciclo della componentistica (ulteriori informazioni qui)

Maggiori informazioni sulla campagna qui e qui

Qui puoi scaricare: La brochure della campagna, La “Card Vodafone Recycling Tour”, e La Brochure “Cosa succede ad un telefono riciclato”.

Non posso far altro che fare i complimenti a Vodafone per questa campagna che mi sembra decisamente utile sia ai consumatori, sia all’ambiente (e sono sicuro lo sarà anche per il brand Vodafone…)

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Software libero e licenze Creative Commons: libero accesso a sapere e creatività - Taranto 15/11/07

Segnalo un iniziativa realizzata con il contributo del fondo per le attività culturali e sociali autogestite dagli studenti dell’Università degli Studi di Bari, e in particolare dal sindacato studentesco Unione Degli Universitari (UDU).

La conferenza dal titolo “Software libero e licenze Creative Commons: libero accesso a sapere e creatività” si terrà il 15 Novembre a Taranto, II Facoltà di Scienze MM. FF. NN. (Quartiere Paolo VI, via Alcide De Gasperi) e riguarda i temi delle licenze open e creative commons con uno sguardo particolare al sistema operativo Linux.

Di seguito il manifesto, con il programma della giornata (click per ingrandire).

manifesto UDU

Mi spiace non poter partecipare all’iniziativa (per problemi di accavallamento di impegni), e mi chiedo come mai il LugBari non sia stato contattato per fornire il proprio prezioso contributo alla conferenza… magari avrei potuto dare anche io il mio contributo come relatore (sia in qualità di membro del LugBari, sia come esterno).

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Linux Day 2007 a Bari - Update -

Linux Day 2007 Bari
Sabato 27 ottobre 2007 si terrà il nuovo Linux Day. Promosso e coordinato da ILS (Italian Linux Society), ha come scopo la divulgazione dei principi cardine del software libero e di Linux.

Come sempre ILS detta solo le direttive generali lasciando piena autonomia alle organizzazioni locali (LUG - Linux User Group).

A Bari, il LugBari organizza la giornata nazionale dedicata a Linux presso Technopolis (Valenzano) (clicca qui per ulteriori indicazioni).

L’evento è dedicato a tutti gli appassionati o prefessionisti del settore informatico, ed in particolar modo a tutti coloro che vogliano avvicinarsi o partecipare alla comunità del software libero e del mondo linux in particolare.
Linux è stato concepito più di dieci anni fa come hobby dalla mente di un brillante studente finlandese, ed è diventato in questi anni, un nuovo punto di riferimento, non solo per gli esperti del settore.

L’evento a carattere informale e introduttivo, si svolge non-stop nell’arco dell’intera giornata, dalle ore 10 alle ore 19, con presentazioni, laboratori e incontri per tutti i gusti.

Dopo una breve introduzione sulla giornata in sessione plenaria, si terranno due sessioni contemporanee di presentazioni e demo nell’Area Formazione in aula 3 e 4. L’open space dell’Area Formazione sarà dedicato agli incontri, hacking, installazioni, iscrizioni, consegna gadget e BOF.

Sarà disponibile un accesso (con autenticazione nominale) a Internet via wi-fi per tutti gli intervenuti. E’ indispensabile utilizzare WEP e uno username e password personali. L’accesso a internet sarà esclusivamente via proxy su well known ports (http/https/ftp). Al registration desk dovrà essere registrato il nominativo, unitamente a una fotocopia (fatta contestualmente) di un documento di identificazione.

Il programma della giornata è reperibile sul sito del LugBari e la locandina della manifestazione è scaricabile in formato pdf qui

Vi aspetto numerosi… chiedete pure di me :)

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Giù le mani dai Blog!

Aderisco volentieri all’iniziativa di Alessandro Bottoni e del Partito Pirata (di cui sono membro…)

Come Vice Presidente del Partito Pirata, sono costretto a chiedere ancora una volta la vostra collaborazione per impedire che ci venga tolto ancora un'altro pezzo di democrazia e di libertà. Questa volta è a rischio niente meno che il diritto di esprimere la propria opinione attraverso il web ed i blog, così come sarebbe previsto dall'articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana.

Col favore delle tenebre. No, anzi… delle ferie

In pieno Agosto 2007, mentre l'intero paese era in vacanza, il solerte Ricardo Franco Levi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha presentato un progetto di legge chiaramente concepito con il solo scopo di mettere la museruola a tutti coloro che intendono far sentire la voce della Società Civile attraverso il World Wide Web. La settimana scorsa, nel più assoluto silenzio, questo progetto di legge liberticida ha ottenuto l'approvazione del Consiglio dei Ministri, guidato da Romano Prodi. Ecco come ne ha dato la notizia Repubblica:

ROMA - Consiglio dei ministri del 12 ottobre: il governo approva e manda all'esame del Parlamento il testo che vuole cambiare le regole del gioco del mondo editoriale, per i giornali e anche per Internet. E' un disegno di legge complesso, 20 pagine, 35 articoli, che adesso comincia a seminare il panico in Rete. Chi ha un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale vede all'orizzonte obblighi di registrazione, burocrazia, spese impreviste. Soprattutto teme sanzioni penali più forti in caso di diffamazione.

[Da Repubblica del 19 Ottobre 2007]

Scherzetto o balzello?

La prima, e la più grave, conseguenza, di questo scherzo di Halloween del nostro amato Governo è un aumento iperbolico dei costi e delle complessità burocratiche necessari per mantenere in vita un qualunque sito web, compreso un blog personale. In pratica, chiunque volesse pubblicare qualunque cosa (anche le ricette della nonna) su un blog gratuito (come Wordpress o Blogger) sarebbe comunque costretto a registrare la propria “testata giornalistica” presso il famigerato ROC (“Registro degli Operatori di Comunicazione”). Per chi non lo sapesse, il ROC è un database delle persone autorizzate dalla legge a parlare in pubblico, cioè qualcosa che esiste in due soli paesi al mondo: in Italia ed in Cina! Ecco come spiega quello che sta succedendo il quotidiano Repubblica:

“Articolo 6 del disegno di legge. C'è scritto che deve iscriversi al ROC, in uno speciale registro custodito dall'Autorità per le Comunicazioni, chiunque faccia "attività editoriale". L'Autorità non pretende soldi per l'iscrizione, ma l'operazione è faticosa e qualcuno tra i certificati necessari richiede il pagamento del bollo. Attività editoriale - continua il disegno di legge - significa inventare e distribuire un "prodotto editoriale" anche senza guadagnarci. E prodotto editoriale è tutto: è l'informazione, ma è anche qualcosa che "forma" o "intrattiene" il destinatario (articolo 2). I mezzi di diffusione di questo prodotto sono sullo stesso piano, Web incluso.”

[Da Repubblica del 19 Ottobre 2007]

Per legge, una “testata giornalistica” (come “Repubblica Online” o “Punto Informatico”) deve avere un suo Direttore Responsabile e deve essere pubblicata da una Società Editrice. Ovviamente, sia l'uno che l'altro vogliono essere pagati per il lavoro che svolgono e per le responsabilità (anche penali) che si accollano. Altrettanto ovviamente, nessun blogger sarà mai in grado di coprire questi costi. Di conseguenza, la stragrande maggioranza dei blog gestiti da italiani sono destinati a chiudere. Si noti che questo vale anche per i blog pubblicati in altre lingue e su altri mercati. Ciò che conta è infatti la residenza dell'autore.

Questo disegno di legge potrebbe quindi riuscire in qualcosa che nemmeno il giverno Cinese è mai riuscito a mettere in atto: la cancellazione dei blog dalla faccia del pianeta. Incredibilmente, potrebbe riuscire in questa opera senza nemmeno varare una legge che affermi esplicitamente che gestire un blog è illegale. Una azione come questa, infatti, susciterebbe un coro di proteste. Il nostro amato Governo potrebbe riuscire in questa impresa semplicemente innalzando i costi di gestione di un blog ad un livello inaccettabile per gli autori. Un modo molto più sottile e meno appariscente di mettere in atto una delle più odiose forme di censura che si possano concepire.

Il porto d'armi per il Blog

Ma questo è solo uno degli effetti di questo progetto di legge. L'altro è che trasformando i blog in testate giornalistiche si trasformano i blogger in giornalisti de facto ed i loro reati da semplici maracechelle in reati penali di notevole peso. In particolare, il reato di diffamazione commesso da un blogger non sarebbe più “diffamazione semplice” ma “diffamazione a mezzo stampa”. La differenza in termini di anni di galera e di euro di danni da pagare al diffamato è notevole.

In buona sostanza, chiunque volesse ancora dire la sua attraverso un blog dovrebbe agire con la stessa cautela di chi decide di portare un'arma sulla persona.

Le rassicurazioni di Mangiafuoco

Naturalmente, a fronte di un testo di questa gravità, steso nero su bianco, il Sottosegretario Levi sta spendendo una grande quantità di parole (vibrazioni dell'aria tra due persone) per rassicurare i blogger che “No, assolutamente! Non è nostra intenzione chiudere la bocca alla Società Civile ed ai dissidenti”. Ecco come riporta le rassicurazioni del sottosegretario il solito quotidiano “La Repubblica”:

Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e padre della riforma, sdrammatizza: "Lo spirito del nostro progetto non è certo questo. Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile".

[Da Repubblica del 19 Ottobre 2007]

Verba volant, scripta manent….

Ma è possibile una cosa del genere? O ci state prendendo in giro?

Giudicate voi stessi:

Testo della Proposta di Legge del 3 Agosto 2007” sul sito del Governo.

Il Governo riforma l'editoria. Allarme in Rete.” a epubblica Online.

Il Governo vara la Internet Tax.” a Punto Informatico.

La nuova legge sull'editoria del Governo obbligherà tutti i blog e i siti a diventare testate giornalistiche”a Civile.it.

Che fare?

Si può fare qualcosa per contrastare questo ignobile progetto di censura, degno solo della più squallida delle dittature? Si, si può fare qualcosa. Ad esempio, si può spargere la voce. Si può far sapere all'intero paese (e, se possibile, al mondo intero) che un Governo che si autodefinisce di Sinistra, vicino al popolo e difensore della Libertà, sta cercando di cancellare l'intero “fenomeno blog” dal suo ramo di Internet.

Lo si può fare ripubblicando questo testo, così come lo trovate, sui vostri siti web, ovunque possibile. Questo testo, infatti, contiene al suo interno un link a sé stesso. Ripubblicandolo su molti altri siti web si fa in modo che Google (ed altri motori di ricerca) lo innalzino nel loro punteggio (“rank”) e lo presentino tra i loro risultati migliori ogni volta che un internauta cerca il termine “blog”. In questo modo, chiunque sia interessato, anche marginalmente ai blog può essere raggiunto da questo grido di allarme. Per ripubblicare il testo, basta fare un copia&incolla.

Questa tecnica si chiama Google Bombing e, a dispetto del nome è perfettamente legale e perfettamente corretta. Potete trovare altre informazioni su questa tecnica a wikipedia: Google Bombing.

Questo è il link che mette in atto questo meccanismo:

Blog

Ovviamente, questo testo viene pubblicato con una licenza adatta a questo scopo:

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

In oltre potete firmare la petizione che abbiamo aperto per contrastare questo disegno di legge:

Firma la petizione

Grazie della vostra collaborazione

Alessandro Bottoni

http://www.alessandrobottoni.it/

http://www.oceanidigitali.it/

alessandro.bottoni@infinito.it

alessandrobottoni@interfree.it

Per favore, se proprio volete scrivermi, inserite la frase “Google Bombing per la libertà dei Blog” nell'apposita riga “Subject” (“Oggetto”) del vostro messaggio di posta elettronica.

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Linux Day 2007

Linux Day Logo
Il prossimo 27 ottobre 2007 si terrà il nuovo Linux Day. Promosso e coordinato da ILS (Italian Linux Society), ha come scopo la divulgazione dei principi cardine del software libero e di Linux.

Come sempre ILS detta solo le direttive generali lasciando piena autonomia alle organizzazioni locali (LUG - Linux User Group).

Eventi come questo sono estremamente importanti per promuovere il software open ed sistema operativo Linux, ma soprattutto consentono di sensibilizzare le persone e di dare nuova linfa vitale al movimento culturale che lo sostiene.

Per maggiori info potete visitare il sito ufficiale http://www.linuxday.it/ dove troverete tutte le tappe ed i particolari dell’iniziativa.
A Bari, il LugBari organizza la giornata nazionale dedicata a Linux presso Technopolis (Valenzano).

L’evento è organizzato nell’arco della intera giornata dalle 10 alle 19. Dopo una breve introduzione sulla giornata in sessione plenaria, si terranno due sessioni contemporanee di presentazioni e demo nell’Area Formazione in aula 3 e 4. L’open space dell’Area Formazione sarà dedicato agli incontri, hacking, installazioni, iscrizioni, consegna gadget e BOF.

Come in passato, ci sarà la disponibilità di rete wireless, utilizzando token di autenticazione da ritirare al registration desk all’ingresso nell’area.
Il programma della giornata (ancora non definitivo) è reperibile qui

Vi aspetto numerosi… chiedete pure di me :)

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Richard Stallman: Lectio doctoralis a Pavia

stallman
Grazie a linuxdidattica.org/ e in particolare ad Alessandro Rubini che ha provveduto a sbobinarlo e a tradurlo, ecco il testo in italiano della “Lectio doctoralis” che Richard Stallman ha tenuto ricevendo la Laurea ad honorem in Ingegneria Informatica all’Università di Pavia, il 24 Settembre 2007

Testo in versione italiana e in versione originale inglese

RMS ne ha un po’ per tutti: Apple, Microsoft e Google. I vantaggi del progresso tecnologico spesso sono in realtà delle regressioni sociali ed etiche.
Ricorda brevemente le 4 libertà fondamentali del software, e che “il problema del Software Libero è perciò non un problema tecnico, ma un problema etico, sociale e politico. è un problema di diritti umani per gli utenti del software”.
Stallman si sofferma sulla realtà della formazione, della scuola e dell’università; da li bisogna partire per evitare i software “soggioganti” e rifondare i principi di libertà fondamentali degli utenti.

Beh vi conviene dare un occhiata al testo integrale, del carismatico leader della fsf.

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Mediaset diffida vcast

Apprendo dal Blog di vcast, noto videoregistratore online, che da oggi, a causa di una diffida da parte di Mediaset, non sarà possibile registrare i programmi di Canale5, Italia1, Rete4 e Boing.

vcas

Il team di vcast ha precauzionalmente interrotto il servizio, in attesa di una interpretazione legislativa in merito.
Il servizio di registrazione online, funziona esattamente come il nostro videoregistratore casalingo: la registrazione programmata arriva distintamente al singolo utente, quindi è a tutti gli effetti una registrazione ad uso personale, chiaramente consentita dalla normativa applicabile (art. 71 sexies della legge sul diritto d’autore).

Secondo vcast (e, per quanto possa contare, anche secondo me) l’uso di questo videoregistratore, seppure online, è perfettamente legittimo. Probabilmente, (come riportato sul blog di vcast) la tecnologia spesso viaggia molto più veloce di chi fa le leggi, e quindi il servizio di videoregistrazione online può essere aperto a diverse interpretazioni.

Per fermare questa illegittima soppressione della libertà di noi utenti è possibile scrivere una mail a diffidamedia@vcast.it oppure a mediaset@mediaset.it (il link manda per conoscenza anche a diffidamedia@vcast.it).

E’ anche possibile firmare una petizione all’indirizzo http://firmiamo.it/mediaset-contro-faucet

Ancora una volta cerchiamo di far valere i nostri diritti!

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One Blogspot for Burma


Free Burma!

Maggiori informazioni su: www.freeburma.org

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Linux entra nella PA dalla porta principale

tuxSembrava che Linux dovesse farsi strada nella pubblica amministrazione, iniziando a colonizzare i primi comuni, le prime amministrazioni locali.
Apprendo da Repubblica.it che il nostro amato Pinguino è entrato nelle aule di Montecitorio!!

Da oggi sarà infatti possibile per ogni membro della camera, richiedere l’installazione di Linux, e di software OpenSource, su qualsiasi postazione informatica di lavoro.
Il via libera definitivo è arrivato ieri durante la riunione tra i questori della Camera e “i responsabili tecnologie” di ogni gruppo. La discussione in oggetto, verteva sull’applicazione di un ordine del giorno presentato quasi un anno fa da Pietro Folena e Franco Grillini finalizzato alla razionalizzazione dei costi parlamentari.

“Al di là dell’aspetto tecnologico - spiega Grillini - l’adozione di Linux come sistema operativo dei pc dei parlamentari può rappresentare un taglio alle spese di circa tre milioni di euro”.

Folena, presidente della Commissione Cultura dichiara: “si tratta di una decisione straodinaria e assai rilevante. L’istituzione centrale del paese, il Parlamento- osserva - decide non solo di risparmiare - di per sè un obiettivo importantissimo -, ma soprattutto di rendersi indipendente sul piano tecnologico, adottando un sistema open source e quindi liberandosi dai vincoli del software proprietario. In tal modo si va incontro alle esigenze di trasparenza e di sicurezza che sono doverose per una istituzione pubblica”.

Più che sull’aspetto economico (indubbiamente evidenziato dal risparmio sulle licenze software), soffermerei l’attenzione sull’aspetto culturale e ideologico che ha generato una piccola rivoluzione verso una concezione della tecnologia più libera e plurilaterale; insiste Folena “più sicurezza, trasparenza e libertà”.
Per la cronaca ora è disponibile anche la connessione Wifi in alcune zone di Montecitorio…

Restiamo in attesa di vedere gli sviluppi di questa piacevole notizia…

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Blog in rosso per la birmania
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